Indagine OCSE: Italia bocciata in mobilita’ sociale. Siamo un paese di raccomandati e figli di papa’!

Marzo 4th, 2010

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L’ Italia e’ risultata l’ultima in classifica riguardo le possibilita’\opportunita’ dei cittadini italiani di salire i gradini della mobilita’ sociale. A rivelarlo e’ uno studio OCSE di prossima pubblicazione che ha come titolo ”A Family Affair” (Un Affare di Famiglia). L’Italia, dunque, e’ una societa’ dove non viene premiato il merito individuale e le probabilita’ di salire i gradini della scala sociale sono scarse o quasi impossibili. Le percentuali di ascesa sociale nel nostro Paese si avvicinano alle statistiche delle vincite al superenalotto o alla mortalita’ per folgoramento da fulmine. L’OCSE, che non e’ la CARITAS, vede nella bassa mobilita’ sociale un grave danno economico e uno spreco o mal utilizzo dei talenti e delle risorse umane. Questa disuguaglianza di opportunita’, infatti, inficia la crescita economica e demotiva la produttivita’ di tutti i cittadini. In poche parole piu’ e’ alta l’ineguaglianza sociale e maggiore sara’ l’ immobilismo economico del nostro Paese.

English version

Report OECD: Italy fails in social mobility. We are a country of recommended!

Italy is the last in the standings on the possibilities of its citizens to climb the stairs of social mobility. This was revealed by a forthcoming OECD study that is titled “A Family Affair”. Italy, therefore, is a society where individual merit is not rewarded and the chances of climbing the rungs of the social scale are scarce or nearly impossible. The possibilities of upward social mobility in our country are equal to winning at the national lottery or dying struck by lightning. The OECD, which is not the CARITAS, sees low mobility a grave social and economic harm and a waste of talent and human resources. This inequality of opportunity, in fact, undermines the economic growth and discourages productivity of all citizens. In short the higher social inequality and greater economic stagnation in our country.

Traduzione: Dr. Giusti Giulio Luciano (University of Manchester)

 

L’On.le Luca Barbareschi parla della RAI e dei problemi “strutturali” del mondo dello spettacolo in Italia.

Ottobre 15th, 2009

Ieri ho assistito, come mia consuetudine, al Question Time ( è una fase dei lavori di un’assemblea parlamentare, nella quale vengono illustrate una serie di interrogazioni parlamentari già presentate, di solito riguardanti argomenti di particolare urgenza, e a cui viene data risposta in aula dall’organo esecutivo. Il question time può essere calendarizzato periodicamente nei lavori parlamentari, o deciso dalla conferenza dei capigruppo per particolari argomenti). L’ On.le Luca Barbareschi, infatti, pareva vestire i panni di un attualissimo Eric Bogosian ( attore, drammaturgo, romanziere e monologhista statunitense), intervenendo ieri alla Camera dei Deputati a proposito del taglio al FUS, acronimo di Fondo Unico per lo Spettacolo. Tra le tante problematiche del mondo dello spettacolo italiano, cita anche la RAI dicendo:

“Signori, noi non possiamo lasciare morire la più grande risorsa che c’è in questo Paese, che è l’ente pubblico che abbiamo. La politica deve dare un esempio nel mettere nei posti chiave della RAI, persone di responsabilità, di trasparenza morale ed etica. Non possiamo rischiare di trovare delle persone, dentro un’azienda pubblica finanziata con i soldi dello Stato, che non hanno una fedina penale pulita”.

La Commissaria Europea Viviane Reding scrive al Signorino

Luglio 28th, 2009

viviane_reding_e_max_cordeddu_signorino_buonaseraPochi giorni fa, la Commissaria europea per la società dell’informazione e i mezzi di comunicazione Viviane Reding, ha inviato una lettera di risposta al Signorino Buonasera Max Cordeddu, riguardo la richiesta di quest’ultimo di far luce sulla mancata applicazione delle pari opportunità di “accesso” in RAI. La Commissaria Reding, nella lettera ufficiale, ha ringraziato Max per la segnalazione inviatagli, ma allo stesso tempo si è detta impossibilitata ad intervenire, poichè l’organizzazione interna della RAI non rientra tra i campi di competenza del UE.

Nuova istanza alla Commissione di vigilanza RAI e al Ministro Carfagna.

Luglio 24th, 2009

 

In questi giorni ho inviato una nuova istanza alla Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI e al Ministro per le Pari Opportunita’ Mara Carfagna. L’oggetto dell’istanza ai due organi istituzionali chiede di verificare se siano state rispettate le pari opportunita’, non piu’ di genere, ma bensi’ di accesso al lavoro, relativamente alle ultime selezioni per annunciatori/trici. Che senso ha, infatti, ottenere le pari opportunita’ di genere se non vengono garantite quelle di accesso al lavoro, che riguardano ambo i sessi indistintamente. E’ un malcostume antico questo, documentato dal film ad episodi “I Complessi” con il formidabile Alberto Sordi che nel lontano 1965 interpretava il mitico Guglielmo il Dentone…….a quanto pare non e’ cambiato nulla, anzi la situazione è peggiorata! Guardate questo storico spezzone del film tratto dai Complessi

Dovete sapere cari amici e amiche che il D.Lgs. 165/2001 contiene le norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. Per qualsiasi lavoro negli enti pubblici, infatti, dal bidello al generale dell’esercito, bisogna superare un regolare concorso per titoli ed esami, il quale deve rispettare determinati principi sanciti da un’apposita legge:

Decreto Legislativo 165/2001 art. 35 comma 1 sub a) recita:
“L’assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro: tramite procedure selettive, conformi ai principi del comma 3, volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno.
Il comma 3 della stessa legge recita: “Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi:

a) Adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento,…..omissis

c) Adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire;

d) Rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori;

e) Composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.

Questa e’ la legge……………..provate a trasformare ogni comma in una domanda! Le risposte, ora, le attendiamo dagli organi istituzionali designati alla vigilanza di un importante ente pubblico italiano.

Il quotidiano “Libero” scrive del Signorino Buonasera.

Luglio 8th, 2009

Francesco Specchia, noto e autorevole giornalista del quotidiano “Libero” ha commentato ieri dalle pagine del suo giornale, l’introduzione in RAI dei nuovi “testimonial di rete”! L’articolo cita anche il Signorino Buonasera: “che fine ha fatto quel Massimiliano Cordeddu, romano d’origine sarda, che l’anno scorso di questi tempi protestò, urlò al cielo e al ministro Carfagna la propria rabbia per essere stato discriminato proprio nella scelta di quel ruolo che ora appartiene a Beshir? Non sarà che, in tutto questo tira-e-molla di diritti calpestati e diritti concessi, l’unico ad essere fregato è quel ragazzo sardo coraggioso e un po’ fracassone che ad una televisione migliore, in fondò, aprì la strada?

Per leggere tutto l’articolo cliccate su questo link.

ANSA: PARI OPPORTUNITA’, NOSTRA LA RICHIESTA SU ANNUNCIATORI

Luglio 7th, 2009

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(ANSA) - ROMA, 5 LUG - L’assunzione di Livio Beshir come annunciatore televisivo è il frutto di una richiesta esplicita, avanzata circa un anno fa dal ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, al direttore generale della Rai, per far rispettare le pari opportunità tra sessi nell’azienda radiotelevisiva pubblica. Lo riferisce Simonetta Matone, capogabinetto del ministro Carfagna, ricordando che il ministero si occupò della questione su sollecitazione di Max Cordeddu, che aspirava a diventare presentatore in Rai. “Seguimmo dal punto di vista legislativo la questione - afferma Matone - e scoprimmo che effettivamente non venivano rispettate le pari opportunità. Ponemmo quindi il caso al direttore generale. Non abbiamo avuto una risposta ma l’assunzione di Beshir evidentemente ha ottemperato alla nostra sollecitazione”. Per Matone, a questo punto, ogni concorso bandito dalla Rai dovrà tener conto delle pari opportunità tra generi.

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Giugno 27th, 2009

giustizia

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio
- Sezione Terza Ter -
composto dai Magistrati:
Italo Riggio   Presidente
Maria Luisa De Leoni          Consigliere
Giulia Ferrari   Consigliere – relatore.

Omissis…….. Ritiene il Collegio di poter prescindere dalle eccezioni di inammissibilità del ricorso sollevate dalla RAI – Radiotelevisione Italiana s.p.a. (d’ora in poi, RAI), essendo il ricorso infondato nel merito.
Ed invero, presupposto per esercitare il diritto di accesso è che il documento di cui si chiede l’ostensione esista nella sua materialità.
L’azione prevista dall’art. 25 L. 7 agosto 1990 n. 241, riguardante l’accesso ai documenti detenuti dalla Pubblica amministrazione, è infatti esperibile solo quando i documenti stessi siano già compiutamente e materialmente formati e risultino in possesso del soggetto nei cui confronti la richiesta è avanzata (T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 24 ottobre 2006 n. 10993).
Nel caso all’esame del Collegio  il ricorrente, con istanza del 2 dicembre 2008, aveva chiesto l’accesso “ai documenti relativi alla procedura di selezione della sig.ra Sarita Agnes Rossi quale nuova annunciatrice televisiva”. Ciò al fine di accertare la correttezza delle procedure di selezione alle quali, a suo avviso illegittimamente, non sono mai stati ammessi a partecipare candidati di sesso maschile.
Nel costituirsi in giudizio la RAI afferma che la scelta della sig.ra Sarita Agnes Rossi non è avvenuta in base a selezione. Le annunciatrici dei programmi della giornata sono infatti scritturate in esclusiva, per un breve arco temporale (nel caso di specie, per un anno) e svolgono la loro attività non con contratto di lavoro subordinato ma autonomo. Logico corollario di questa premessa è che non esiste la documentazione di cui è stato chiesto il rilascio proprio perché è mancata una selezione.
La mancanza di un concorso per individuare l’annunciatrice alla quale affidare il compito di leggere i programmi della giornata trasmessi dalle reti RAI comporta, come corollario obbligato, anche la carenza di interesse del sig. Cordeddu ad avere la documentazione richiesta. Il ricorrente, infatti, avrebbe voluto dimostrare l’illegittimità della scelta della RAI di ammettere alla selezione in questione solo candidate di sesso femminile. Su questa deduzione radica, infatti, il proprio interesse. L’assunzione della controinteressata con contratto di collaborazione artistica di natura autonoma fa dunque venire meno l’interesse del ricorrente alla richiesta di accesso.
Per concludere, poiché, dunque, il diritto di accesso di cui agli artt. 23 e segg. L. 7 agosto 1990 n. 241, anche dopo le modifiche introdotte dalla L.11 febbraio 2005 n. 15, è limitato ai documenti già formati e in possesso del soggetto intimato (atteso che ad impossibilia nemo tenetur:  T.A.R. Lazio, III Sez., 24 settembre 2003 n. 7741; T.A.R. Marche  21 dicembre 2002 n. 1670), correttamente l’Amministrazione ha negato il rilascio della documentazione relativa alla selezione, in quanto inesistente.
2. Per le ragioni che precedono il ricorso deve essere respinto.
Quanto alle spese di giudizio, può disporsene l’integrale compensazione fra le parti costituite in giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale  Amministrativo Regionale del Lazio – Sezione III Ter,
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Compensa integralmente tra le parti in causa le spese e gli onorari del giudizio.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 9 aprile 2009.

Sentenza:http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%203T/2009/200901417/Provvedimenti/RM_200903997_SE.DOC

Le discriminazioni di genere nei media europei.

Marzo 25th, 2009

commissione_europea_signorino_buonaseraAlcuni giorni fa ho assistito a Roma, nella sede della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ad un dibattito sulla libertà di stampa. Erano presenti il Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea Pier Virgilio Dastoli e  i corrispondenti di El Pais, Le Monde e Frankfurter Allgemeine Zeitung. Moderava il dibattito Enzo Marzo del Corriere della Sera. Si è parlato della crisi economica che investe le principali testate giornalistiche europee, ma non solo! Al termine c’è stato un dibattito e i presenti potevano porre delle domande ai giornalisti delle tre autorevoli testate estere. Come al solito non poteva mancare, la domanda del Signorino buonasera sulle discriminazioni di genere nei media! Ho chiesto se il loro direttore era donna e se nei media dei loro rispettivi paesi di origine, la situazione di subalternità delle donne, rispetto ai colleghi maschi, era simile a quella dell’Italia. Eccovi le risposte.

 

miguel_mora_signorino_buonaseraEL PAIS  Miguel Mora

Il mio direttore è un uomo. I ruoli direttivi all’interno dei media spagnoli sono principalmente in mano agli uomini.

 

philippe_ridet_signorino_buonaseraLE MONDE   Philippe Ridet

Il mio direttore sin dalla nascita del giornale è un uomo. Come nel resto d’Europa, anche in Francia, i ruoli direttivi rimangono saldamente in mano agli uomini.

 

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG   Tobias Piller signorino_buonasera_tobias_piller

Il mio giornale, essendo composto da un direttorio congiunto di 5 membri,  vi è presente all’interno una donna molto preparata e capace, la quale ha parità di poteri alla stregua dei colleghi maschi, certo la proporzione di genere nella gestione editoriale, rimane sempre 1 a 5! I principali media tedeschi, scontato ripeterlo, è in mano a dirigenti maschi.

Annunciatori tedeschi RTL

Marzo 13th, 2009

Eccovi come promesso, i primi video di annunciatori uomini stranieri. Lui si chiama Michel Weber della TV tedesca RTL. Starete pensando che in Germania, sono troppo avanti rispetto all’Italia, avendo anche una Cancelliera donna! L’ho scelto per primo, infatti, proprio per dimostrare che le pari opportunità, devono essere applicate in ogni ambito politico e sociale, senza zone d’ombra. Notate la grafica e le figure geometriche dietro l’annunciatore, non ricordano qualcosa di molto familiare?

Questo dimostra che per questo ruolo, possono convivere tranquillamente insieme, sia gli uomini che le donne. Ecco il video dell’annunciatrice Marion Matschoss, di Sat1, seduta in una comoda poltrona già dal 1989……non vi ricorda qualcosa?

 RTL è una rete televisiva privata tedesca che trasmette in Germania sulle frequenze terrestri e sul DVB-T (Digitale terrestre), visibile gratuitamente nel resto d’Europa grazie al satellite Astra. Attualmente è l’emittente privata tedesca che ottiene gli ascolti più alti.  Il canale cominciò ad ottenere sempre maggior successo soprattutto nei primi anni novanta quando acquistò i diritti per la Formula 1, nella quale militava l’allora debuttante Michael Schumacher. Ancora oggi trasmette con grande successo le qualifiche e i Gran Premi di Formula 1 con un commentatore d’eccezione, Niki Lauda. Grazie a questa mossa RTL divenne il primo canale televisivo privato tedesco, leadership che mantiene tuttora.  Appartengono al RTL Group anche altre emittenti come RTL II, Super RTL, VOX e N-tv. (fonte wikipedia)

Buona visione

Ringrazio Paolo Arba, che risiede in Germania, il quale gentilmente mi ha segnalato i video sopra.

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini risponde al Signorino Buonasera. Il quotidiano “Libero” pubblica un articolo a firma del noto giornalista e conduttore radiofonico Fabio Santini.

Febbraio 5th, 2009

fini_e_cordedduVi riporto quanto scritto nella lettera, inviatami dal Consigliere, Capo della Segreteria del Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini.

Gentile Signor Cordeddu,
                                          il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ha ricevuto la Sua e-mail del 3 novembre scorso ed il video ad esso allegato, prendendo visione di quanto ha inteso rappresentargli.

                                          In proposito desidero informarLa che il Presidente non dispone al riguardo di alcuna competenza istituzionale e non può dunque assumere iniziative nel senso da Lei auspicato.

                                         Rammaricandomi di non averLe potuto fornire una risposta diversa, Le invio i cordiali saluti del Presidente, cui unisco i miei personali.
Roma, 02 febbraio 2009                                          Dott. Alberto Solia

La ringrazio signor Presidente per la Sua cordiale risposta alla mia e-mail e anche se non è competente per il mio caso, la Sua risposta rappresenta una presa d’atto del problema, il quale pur nella soggettività del mio caso, tocca il delicato tema delle pari opportunità, che riguarda una problematica oggettiva di portata generale.

Il senatore Sergio Zavoli è stato eletto Presidente della Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi, organo che dovrà nominare i nuovi componenti del CDA RAI. La Commissione Parlamentare di Vigilanza è composta da 40 membri: 37 uomini (92,5%) e 3 donne (07,5%). L’attuale CDA RAI è composto da 9 membri: 8 uomini (88,8%) e 1 donna (11,11%). L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è composta da 9 membri, 9 uomini (100%) e 0 donne (0,00%).

Nella rassegna stampa troverete l’articolo del quotidiano “Libero”, scritto dal noto giornalista e conduttore radiofonico Fabio Santini, lo scorso 3 febbraio.

 

Massimiliano Cordeddu incontra il Capo di Gabinetto del Ministro Carfagna

Luglio 7th, 2008

Il “Signorino buonasera”, Massimiliano Cordeddu ha ricevuto l’invito per un colloquio con il Capo di Gabinetto, del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna. La dr.ssa Simonetta Matone, riceverà l’aspirante annunciatore alle 12.00 di domani 8 luglio, presso gli uffici di Largo Chigi, 19.

Il “Quiz” delle Pari Opportunità….Allegria, signori ascoltatori!

Giugno 30th, 2008

Allora cari amiche e amici siete pronti? Forza indossate le cuffie, come direbbe Mike Buongiorno e rispondete alle  domande di questo nuovo ed esilarante Quiz! Gli argomenti riguarderanno le “Pari Opportunità” in Italia, ma anche i festeggiamenti per i 60 anni della nostra amata, ma poco applicata Costituzione. Le domande verteranno sull’art. 51 della Carta Fondamentale, che recita:
Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.
Incominciamo e non suggerite:
1) Qual’è stata la prima donna a diventare Presidente della Repubblica?
2) Qual’è stata la prima donna a ricoprire la carica di Presidente del Senato?
3) Sono state 2 o 10 le donne Presidente della Camera dei Deputati?
4) Quale fu la donna che nel lontano 1979 ricoprì la carica di Presidentessa del Consiglio dei Ministri, sulla scia dello strepitoso successo del primo ministro inglese Margaret Thatcher? E quale fu la seconda donna che ricoprì in Italia la stessa carica più tardi, sulla scia stavolta dell’elezione a Cancelliera di Angela Merkel?
5) Qual’è stata la prima presidente della Corte Costituzionale?
6) Qual è stata la prima donna vice-presidente del CSM?
7) Qual’è il nome della donna che ricoprì, per la prima volta, la presidenza della corte di Cassazione e successivamente della Corte dei Conti?
8) Qual è il nome della donna che ricoprì per prima la carica di Governatrice della Banca D’Italia?
9) Quale fu la prima donna a diventare amministratore delegato di Eni, Enel, Iri, Ferrovie dello Stato e Alitalia?
10) Quante donne oltre, l’unico caso della Mercedes Bresso, ricoprono il ruolo di Governatrice nella propria regione?
11) Qual’è la media nazionale di donne elette nei Consigli regionali in Italia? E quale la percentuale di donne Assessore Regionali all’interno delle Giunte?
12) Quante sono le donne presidenti dei Consigli provinciali?
13) Elencatemi i nomi di donne presidenti di Autority, preposte al controllo e garanzia di settori chiave dello Stato?
14) Quale fu la prima e unica direttrice di un telegiornale Rai, diventata in seguito anche presidente del Consiglio d’amministrazione della Rai?
15) Chi fu dopo Matilde Serao, fondatrice e direttrice del “Il Mattino”, a ricoprire il ruolo di direttrice di importanti quotidiani nazionali?
16) Elencatemi i nomi delle direttrici di una rete televisiva nazionale e quali sono quelle che ricoprono il ruolo di direttrice di telegiornale?

Avete risposto a queste domande? Potrei continuare e scrivere pagine e pagine di domande fino ad arrivare alla vostra circoscrizione comunale,.
Ora capite perché l’ex ministra alle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo,  si mise a piangere al termine del Consiglio dei Ministri che aveva eliminato le quote rosa nell’attuale legge “Porcellum”. C’è poco da ridere, mi sarei messo a piangere anche io e a ragione. Mettetevi nei panni dell’ex ministro, la quale aveva combattuto egregiamente durante il suo mandato governativo, una battaglia per riuscire a portare più donne in Parlamento. Una donna che ha lavorato per le donne, si è vista sfumare e svilire  l’intero lavoro a sostegno delle Pari opportunità. Le donne italiane, invece, anziché difendere la Prestigiacomo dagli attacchi dei media per aver pianto durante il Consiglio dei Ministri, al contrario si sono rese complici di questi ultimi, deridendola e compatendola! Care donne c’è poco da ridere! Esiste un limite a tutto e in quel caso la ministra aveva di che piangere. Dopo l’approvazione di quella legge, purtroppo, a piangere ora sono in tanti, non perché abbia vinto prima la sinistra e poi la destra, gli uomini politici d’altronde si assomigliano tutti. La vera ragione è che abbiamo un Parlamento con poche donne, le quali, se fossero numericamente superiori delle attuali, darebbero un valore aggiunto al Parlamento. Manca infatti nelle istituzioni il loro fondamentale apporto e quella sensibilità che solo una donna può dare.

Dove voglio arrivare? Il tema dell’esclusione delle donne è fondamentale per la crescita e lo sviluppo del nostro paese, guardiamo alla Spagna che finalmente lo ha capito. Sarebbe bello vedere un giorno tutte le donne di destra, di sinistra e di centro, unite in un solo coro per combattere il predominio maschile. Certo la cosa suona strana perché a dirla è un uomo!
Gli uomini, infatti, al contrario delle donne, quando vedono sottrarsi del potere sono uniti, bipartisan, da destra a sinistra. La forza del branco li protegge dall’usurpazione del potere da parte delle donne, le quali non riescono a prevalere per le loro divisioni interne, anche nello stesso schieramento politico. Fino a quando le donne non prenderanno coscienza di questo meccanismo strategico, attuato dagli uomini per fermare la loro ascesa al potere, decidendo finalmente di unirsi compatte nella lotta, non riusciranno mai a portare a casa le tanto desiderate Pari Opportunità.
Letture consigliate per oggi:
“Dichiarazione dei Diritti della donna e della Cittadina”. Pubblicato nel 1791 dalla drammaturga e giornalista francese, Olimpe de Gouges, vissuta ai tempi della rivoluzione francese. Una donna che lottò affinché le donne ottenessero gli stessi diritti politici e civili degli uomini. Fu ghigliottinata nel 1793, perché attaccò il mio omonimo, Maximilian Robespierre, in quanto contraria all’esecuzione del Re Luigi XVI.

La crisi dell’identità americana. (Editori Riuniti) L’autore è Denis Lacorne, direttore di ricerca della Fondation nationale des sciences politiques.  Leggete il capitolo dal titolo: Discriminazione al contrario,  pagine 222, 223, 224, 225.

Costituzione delle Repubblica Italiana articoli 1, 3, 51 e 117.
Decisione n° 771/2206/CE del Parlamento europeo e del consiglio del 17 maggio 2006 che istituisce l’anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) Verso una società giusta!
(Peccato mancato per un pelo!)

Non mi resta che augurarvi come di consueto una buona visione e iscrivetevi ancora più numerosi alla newsletter del blog.

Vostro
Signorino Buonasera ;-)

Rivoltiamo la “frittata”, meditando!

Giugno 28th, 2008

Molti commentatori in questi giorni, non hanno capito il senso della mia battaglia, che oltre a essere una lotta per continuare a fare la professione di annunciatore e conduttore, fa paura perchè nasconde delle sfumature, che solo pochi hanno saputo leggere “sopra le righe” o hanno capito solo in parte la mia denuncia. La questione è di principio, innanzitutto, ma induce la gente a pensare, ponendosi dei dubbi e delle domande.  Questi dubbi e queste domande,  sono molto pericolose, poiché minano la stabilità acquisita   dalla cultura e dal costume nel nostro Paese, ribaltandone i ruoli. Alcuni mi criticano dicendo che strumentalizzo “indegnamente e provocatoriamente”, le pari opportunità. Non è vero……proviamo a invertire il problema e scopriremo un’amara verità. Poniamoci tutti questa domanda: quante sono le annunciatrici in Italia? Forse saranno una ventina in totale, se ci arrivano! Uniche detentrici dell’annuncio televisivo, le quali giustamente attuano una lotta “sessista” per evitare di fare entrare gli uomini in quel ruolo, unico paradiso, dove quelle poche donne dominano la professione. L’annunciatrice è l’unico lavoro quindi, dove la donna vede riconosciute in pieno le pari opportunità. Il vero problema è un altro …. il resto delle donne in Italia, questa volta milioni di lavoratrici e non una esigua e minuta categoria ,sono discriminate in ogni ambito professionale e sociale. Poche arrivano a ricoprire posti di potere nel loro settore o ambito sociale, non c’è bisogno che vi faccia degli elenchi, la realtà è sotto gli occhi di tutti.
Pensate se una donna, avviasse come ho fatto io,  una battaglia per le pari opportunità, nessun giornale scriverà mai nulla della sulla sua vicenda. Ora pensate al mio caso invece….se è un “uomo” invece a chiedere le pari opportunità al contrario….apriti cielo, si scatena un putiferio mediatico di favorevoli e contrari, se ne parla e circola la notizia. Entrambe le posizioni pro o contro, vanno bene, purchè si discuta del problema. Chi vuole parlare delle pari opportunità “vere”, negate da sempre all’altra metà del cielo? Neanche le stesse donne! E’ questo il vero punto cruciale della questione, sicuramente un paradosso, ma è la realtà! Ora avrete capito perchè nessun esponente politico di destra o di sinistra ha osato fare un solo commento sulla mia vicenda! L’argomento è spinoso, pone serie domande su cosa non si è fatto, non negli ultimi mesi, ma negli ultimi decenni. Il problema non è solo politico ma culturale. Io sono un fan delle “vere” pari opportunità per le donne e ho trovato sicuramente un modo “molto originale” per far parlare e discutere  anche di questo delicato argomento. Tranquilli ho in serbo tante altre novità….Ringrazio Ernesto Siciliano, per aver capito e letto “sopra le righe” la mia vicenda.
Non mi resta che auguravi come di consueto una buona visione con l’augurio di trascorrere un buon fine settimana.
Max
Iscrivetevi numerose/i alla newsletter del blog, per ricevere tutti gli ultimi e scottanti post. Negli ultimi giorni, oltre tremila persone hanno visitato il blog…….fate girare la voce con i vostri amici e contatti MSN e MEDITATE GENTE.

Signore e Signori Buonasera.

Giugno 17th, 2008

non potevo non aprire, se non con questo saluto il mio blog appena nato. Molti di voi avranno appreso dalla stampa o da internet, l’istanza che ho presentato all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni. In breve si tratta di una discriminazione al contrario! La questione è semplice e molto lineare. Chiedo ai due gruppi televisivi più importanti del paese, che aprano le selezioni e successive assunzioni agli uomini nel ruolo di annunciatori televisivi. Non c’è bisogno di dirvi che questo ruolo è precluso agli uomini, in quanto non credo abbiate mai visto un annunciatore presentare i programmi tv! Così anziché piangermi addosso, ho fatto delle ricerche e spulciato tutte le leggi che regolamentano il sistema radiotelevisivo italiano, le trovate tutte nella sezione leggi del blog. Così curiosando nella rete, ho trovato una norma che faceva proprio al caso mio. La legge 223 del 1990, infatti, regola il sistema radiotelevisivo italiano e all’art. 11 sancisce: “La concessionaria pubblica e i concessionari privati per la radiodiffusione sonora o televisiva in ambito nazionale, sono tenuti a promuovere azioni positive volte ad eliminare condizioni di disparità tra i due sessi in sede di assunzioni, organizzazione e distribuzione del lavoro, nonché di assegnazione di posti di responsabilità”. Ora aspetterò i trenta giorni previsti per l’audizione davanti all’Autority e se rigetterà l’istanza o non mi chiamerà, andrò avanti con la proposizione della stessa al TAR del Lazio. Allo stesso tempo sto organizzando una “class action”, anche se non è ancora prevista nel nostro ordinamento giuridico. Ho indetto, inoltre, il primo “vero” concorso per aspiranti “Signorine e Signorini Buonasera”. Che aspettate? Fatevi avanti se ritenete di avere le capacità!
Max Cordeddu